La fatica di credere

la fatica di credere

Maria ci fa memoria che un itinerario di fede, quale è stato il suo, non esclude il dubbio, l’oscurità, la non-comprensione, ossia la fatica di credere.
Maria, soprattutto, ci costringe a prendere atto che la santità non è un lusso che si possono concedere unicamente certe creature straordinarie, ma costituisce la condizione normale del cristiano. La santità, per un cristiano, è la normalità, non l’eccezione.

Ogni battezzato riceve la vocazione alla santità, anche se poi, in seguito, fa di tutto per diventare sordo a quell’appello. Maria, nuova Eva, è donna, pienamente donna. E, in quanto donna, secondo un’immagine abusata, tentatrice (io ritengo, invece, che la donna, se veramente donna, è tentatrice in direzione dell’umanizzazione dell’uomo). La sua, tuttavia, è la tentazione o, se preferiamo, la provocazione della santità.”Santa Maria, prega per noi”: ottienici il coraggio di non fuggire dinanzi a una santità vicina, alla nostra portata.
“Santa Maria, prega per noi”: tu che sei stata immunizzata dal peccato e hai accettato il “contagio” della grazia, fa’ che accettiamo il rischio di venire contagiati inguaribilmente dalla santità.