Le cianfrusaglie del cuore

gesu-scaccia-i-mercanti-dal-tempioSarebbe un grave errore relegare questo episodio evangelico nell’ampio complesso di cortili e porticati che circondavano il tempio di Gerusalemme. Sarebbe un grave errore puntare il dito contro le bancarelle che circondano i Santuari che visitiamo durante qualche pellegrinaggio. Nel dialogo con la samaritana Gesù ci ricorda che è venuto il tempo di adorare Dio non nel Tempio di Gerusalemme o sul Monte, ma in “spirito e verità”. Noi siamo il tempio del Dio vivente e quella cordicelle che sferzano nell’aria e quei tavoli dei cambiavalute che vengono rovesciati ci riguardano personalmente.
Quante cianfrusaglie si annidano nel nostro cuore, quanti compromessi offuscano le coscienze, quanti soldi diventano “la paga di Giuda” rimanendo tra delle mani appiccicaticce “degli umani interessi” invece di scivolare “dove dovevano andare”.
Quei cortili e quei portici pieni di pecore e di buoi, quei cambisti che speculavano sulle cose sacre li trovo dentro di me, convivono nelle mediocrità che, come bruma autunnale, avvolge la mia esistenza. Solo lo zelo di Gesù e l’eco delle sue parole diventano per me una sorta di frusta che purifica, un vento impetuoso che dissolve la caligine dei facili compromessi e purifica le mani sporche di fango.
Esortava Cesario di Arles «I templi di Cristo sono le sante anime cristiane disperse in tutto il mondo. Esultiamo, poiché abbiamo ottenuto la grazia di essere tempio di Dio; ma insieme viviamo nel santo timore di violare questo tempio di Dio con opere malvagie. Perciò, fratelli, poiché Dio ha voluto fare di noi il suo tempio, e in noi si è degnato di venire ad abitare, per quanto dipende da noi cerchiamo col suo aiuto di allontanare ogni cura superflua e di raccogliere invece quanto ci giova. Se con l’aiuto di Dio agiremo in questo modo, allora, fratelli, potremo invitare il Signore nel tempio del nostro cuore e del nostro corpo ».
Gesù vuole, quindi, instaurare la religione dell’interiorità – ricordate sant’Agostino: «Fuori di me ti cercavo e tu eri dentro di me» -, la porta fino in fondo sulla via del cuore. E ci raggiunge nella vita di tutti i giorni, suo tempio fragile, bellissimo e innumerevole.

(don Luciano Vitton Mea)