Le pagine letterarie: il vescovo dei Miserabili

Vescovo Charles-François-Bienvenu Myriel, chiamato anche vescovo Myriel o Monseigneur Bienvenu, è il personaggio del vescovo di Digne nel romanzo I miserabili (Les Misérables) di Victor Hugo del 1862. Bienvenu era il nome del vero vescovo di Digne dell’epoca[1], a cui si ispira il personaggio.

Myriel diventa vescovo dopo un fortuito incontro con Napoleone, che rimane tanto colpito dall’umile prete di campagna da innalzarlo ad un’alta carica ecclesiastica. Per questo stesso comportamento, il neo-vescovo si guadagna il soprannome di Monseigneur Bienvenu (Monsignor Benvenuto). Alla descrizione del vescovo, Hugo dedica ampio spazio; ad esempio, descrive l’episodio in cui Myriel trasforma il palazzo dell’arcivescovado in un ospedale per i poveri e i bisognosi, ma dice anche che l’uomo tiene per sé solo la decima parte dello stipendio, mentre il resto va in elemosine, e che è sempre lui ad accompagnare i condannati al patibolo, spesso commuovendosi.

Una notte l’ex galeotto Jean Valjean, da poco in libertà vigilata, bussa alla porta di Myriel, chiedendo cibo e ospitalità. Il buon vescovo lo nutre e gli lascia la camera da letto migliore. Valjean, incapace di dormire in un letto comodo dopo anni passati in prigione, si aggira per la casa e, trovata l’argenteria del vescovo, la prende e fugge via. La mattina seguente, dei poliziotti catturano Valjean e lo portano dal vescovo. Questi ordina loro di rilasciare l’uomo, dicendo di aver regalato lui stesso all’ex prigioniero l’argenteria e non solo: rimprovera Valjean di essersi dimenticato di prendersi anche i candelabri, molto più preziosi. Quando i poliziotti se ne vanno, il vescovo dice al ladro di usare quel preziosissimo argento per redimersi e diventare un uomo onesto.

Nel romanzo, Myriel viene nominato solo altre due volte: la prima nel 1821, quando Valjean, di nuovo in fuga e sotto le mentite spoglie di Papà Madeleine, legge della morte del vescovo; la seconda quando a Valjean, in punto di morte, viene chiesto se desidera un prete, e l’uomo risponde, guardando il cielo, di averne già uno.