Lettura spirituale: Il fremito dolcissimo di una carezza

 Lettura Spirituale:

Il fremito dolcissimo di una carezza

meditazione di don  Luciano Vitton Mea

 

795335__wallpaper-plochu-na-sexsi-autumn-obrazky-tapety-wallpapers-pozadia_pPurezza è la parola meno capita e compresa dalla società dei consumi, nel crepuscolo decadente di una civiltà che si è dimenticata le proprie radici e che ha tradito, e continua a tradire, quei valore che fanno oltre il contingente e il transitorio. Ma forse la vera purezza evangelica non è mai stata capita neppure all’interno del cristianesimo, non si è stati capaci di cogliere la portata rivoluzionaria di quelle parole: “Beati i puri di cure perché vedranno Dio”. E’ stata ridotta, nel migliore dei casi, a semplice virtù, a una distinzione cavillosa tra atti puri ed impuri. Uno schema troppa riduttivo, incapace di comprendere l’ebbrezza e l’ampiezza di una dimensione che va oltre il singolo atto, il frammento di una semplice azione. La purezza evangelica è una dimensione esistenziale, è qualcosa che ha a che fare con la vista e col cuore. E’ vedere l’invisibile nel visibile, il trascendentale nel contingente, l’infinito nella precarietà della vita; è sentire una voce arcana nel canto del vento tra le fronde degli alberi o dell’acqua tra i sassi del greto. . E’ il tremito dolcissimo di una carezza, uno sguardo trasparente che ti permette di vedere Dio in un lebbroso, in un povero, in ciò che il mondo e le culture di tutti i secoli considerano immondo, cioè impuro. Per il puro di cuore non esiste più la distinzione tra purità e impurità; crollata questa barriera «la purezza diventa l’ambiente e i puri di cuore non la vedono più, poiché ci sono dentro».