lettura spirituale: La legge dell’amore

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Buona è la legge della carità e dolce, la si sop­porta leggermente e dolcemente, anzi essa ren­de sopportabili e leggere anche le leggi degli schiavi e dei mercenari, che non distrugge ma fa in modo che si compiano, perché il Signore dice: « Non son venuto ad abolire, ma a com­piere la legge» (Mt 5,17). Essa modera l’una, dà ordine all’altra, allevia l’una e l’altra.

La carità non si troverà mai senza timore, ma un timore puro; non si troverà mai senza desi­derio, ma un desiderio ben indirizzato.

La carità adempie infatti la legge dello schia­vo, infondendovi la religiosità; adempie quella del mercenario, stabilendo una regola alla sua brama.

Pertanto la religiosità quando si accoppia al timore non lo annulla, ma lo rende puro. Ne esclude solo l’idea del castigo, cui esso rima­neva legato finché continuava a essere quello dello schiavo; così il timore rimane nei secoli dei secoli, ma puro e filiale.

Bernardo di Chiaravalle