Lo sguardo interiore ….Appunti e riflessioni sulla Divina Commedia – In cielo si parla di noi

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E temo che non sia già sì smarrito, / ch’io mi sia tardi al soccorso levata, / per quel ch’i’ ho di lui nel cielo udito. ( Inferno, Canto II ,vv.64/66)

“Per quel che di lui mi è stato riferito in cielo”.  In paradiso si parla di Dante, della sua crisi profonda, della “selva oscura” in cui si è smarrito, in cui si trova. Nei cieli si parla , si raccomanda, si agisce per salvare un’anima.

“Donna è gentil nel ciel che si compiange”. E’ la Vergine Santa che prende l’iniziativa e coinvolge Santa Lucia a cui Dante era devoto: “Questa chiese Lucia in suo dimando / e disse: -Or ha bisogno il tuo fedele / di te, e io a te lo raccomando -.

Santa Lucia a sua volta si reca da Beatrice e le chiede di intervenire. In cielo parlano di me, di te, di ogni uomo. L’opera salvifica del Signore è sempre in azione, mille spiriti celesti sono sempre pronti a prevenire, intervenire, prender per mano l’uomo “smarrito”, senza meta, allo sbando. Il cielo guarda verso la terra, il Divino si fa carico di ciò che è umano. Con ogni mezzo, attraverso mille forme, la misericordia di Dio cerca di raggiungere l’uomo che ha smarrito la strada, colui che è avvolto dalle tenebre del peccato e dell’egoismo. La Madonna, gli Angeli, i nostri Santi protettori, i nostri cari defunti sono sempre mobilitati, pronti, attenti.

Osserva un noto autore spirituale contemporaneo:”Un Angelo ci accompagna e ci introduce all’arte della vita, ad atteggiamenti che dispiegano la nostra umanità. L’Angelo avverte ciò di cui abbiamo bisogno in quel determinato momento”. (Anselm Grun).  In cielo si parla di noi, Dio volge il suo sguardo alla nostra nudità: “Passai vicino a te e ti vidi; ecco, la tua età era l’età dell’amore; io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità…” (Osea). Il secondo canto dell’Inferno ci ricorda il dolce conciliabolo celeste, il pronto intervento divino, la sollecitudine materna di Maria.

Ecco, in Paradiso si parla di me, sempre! Basta che io levi gli occhi al cielo e un lembo del mantello divino mi ricopre, basta che stenda la mano e la Misericordia bacia la mia miseria. In cielo si parla di noi, rallegriamoci!

di don Luciano Vitton Mea