I Novissimi: ovvero uno sguardo sull’Aldilà

L’uomo moderno raramente pensa alla morte, riflette sulle verità ultime, su ciò che ci aspetta dopo il tramonto di questa esperienza terrena. “Il fatto è che l’intera produzione culturale (o subculturale) di oggi, tacitamente, elegantemente, drasticamente proibisce di pensare a ciò che verrà. Censura anche le domande in proposito.” (Mons. Alessandro Maggiolini) Una volta non era così. Più che tanti discorsi erano le immagini a parlare. Ricordo un quadro che le zie, quando andavo a trovarle per le vacanze in Piemonte, avevano sopra il letto: la Madonna del Santo Rosario, le fiamme che si dividevano, le anime che tendevano le mani; era l’immagine inquietante del Purgatorio. E’ la stessa rappresentazione, seppur con sfumature diverse, immortalata da Alessandro Manzoni nei Promessi sposi: “I muri interni delle due viottole, in vece di riunirsi ad angolo, terminavano in un tabernacolo, sul quale eran dipinte certe figure lunghe, serpeggianti, che finivano in punta, e che, nell’intenzion dell’artista, e agli occhi degli abitanti del vicinato, volevan dir fiamme; e, alternate con le fiamme, cert’altre figure da non potersi descrivere, che volevan dire anime del purgatorio: anime e fiamme a color di mattone, sur un fondo bigiognolo, con qualche scalcinatura qua e là”. Immagini d’altri tempi ma che ravvivavano il senso religioso della vita, ricordavano a tutti l’ora suprema, le realtà ultime che vanno oltre il limitare di una vita solo terrena. Oggi facciamo fatica a parlare dei Novissimi (dal latino novus che significa ultimo) cioè di morte, di vita eterna, di giudizio, di inferno, purgatorio, paradiso. Ma proprio per questo è importante, diciamo pure indispensabile, farlo; C.G. Jung scriveva: “Quanto più un uomo corre dietro a falsi beni, e quanto meno è sensibile a ciò che è l’essenziale, tanto meno soddisfacente è la sua vita: si sentirà limitato, perché limitati sono i suoi scopi, e il risultato sarà l’invidia e la gelosia. Se riusciamo a capire e a sentire che già in questa vita abbiamo un legame con l’infinito, i nostri desideri e i nostri atteggiamenti mutano. In ultima analisi, contiamo qualcosa solo grazie a ciò che di essenziale possediamo e se non lo possediamo è vita sprecata.” E nulla ci appare così essenziale di scorgere, oltre l’oscura soglia della morte, la luce di una vita senza tramonto; per questo abbiamo deciso di dedicare alcune delle nostre catechesi al tema dei novissimi, di approfondire ciò che la Fede Cattolica ci insegna sull’aldilà.