Pane, tetto e un abbraccio di conforto

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare.

mi avete dato da mangiare
Con queste parole siamo messi di fronte alla concretezza della fede cristiana. Non si può fare teorie sulla fede e sull’amore davanti a milioni di bambini che muoiono di fame. Bisogna dare pane, tetto e un abbraccio di conforto. Non si può restare indifferenti alla miseria e alla paura che costringe generazioni intere di uomini e donne a lasciare la loro terra e preferiscono morire in mare piuttosto che avere la certezza di essere torturati e uccisi in patria. Bisogna fare il possibile per costruire ponti di pace, non mura di separazione. L’altro, chiunque esso sia, diventa il tuo completamento, il tuo specchio. L’altro ti spinge a guardare oltre di te. E accettare l’altro, o meglio, accoglierlo è come riconoscere l’impronta di Dio in ogni segno, come scrive la poetessa Alda Merini: “E come si fa a conoscere il tuo volto, te lo spiego io: basta vedere qualcosa che reca la tua impronta. E noi siamo pieni delle tue impronte, come se tu fossi passato in ogni casa a lasciare segni invisibili”. Non a caso il Vangelo sottolinea: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Fiorella Elmetti