Percorso di quaresima – 20 giorno – martedi

«Io non ho marito» (Gv 4,17).

Per pregare
Signore Gesù, non è per nulla facile per la nostra umanità stanca e ferita dire: «Non ho marito»! Significa riconoscere che nessuno ci ha voluto, significa accettare che qualcuno ci abbia abbandonato. Pertanto significa mettere in conto che nella vita potremo ancora essere rifiutati, disprezzati, incompresi. Eppure tu — proprio tu — ci dai la libertà di dire la verità su noi stessi con un candore che ci fa bene. Finalmente non abbiamo più bisogno di nasconderci a noi stessi e non abbiamo più bisogno di mentire agli altri su noi stessi. Se grande è la liberazione di essere veri, nulla toglie alla fatica di esserlo fino in fondo. Siedi ancora, te ne preghiamo, sul bordo del pozzo della nostra vita e ridonaci il coraggio di essere dignitosamente ciò che siamo. Kyrie eleison!

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Per sperare
Ci sono realtà della vita che non è facile riconoscere, nominare, comunicare. Ci sono ferite che vorremmo già guarite, ma che continuano a sanguinare e a farci male. Eppure liberare la parola, per quanto possa essere duro, può veramente riaprire il cuore alla speranza di riprendere a camminare, facendo del passato un vero passato e non una trappola del futuro in un presente rancido di amarezza e di rammarico. Dire quello che siamo a partire da ciò che non siamo, e che pure avremmo voluto essere, può essere il primo passo della gioia.