Preghiamo con la Sindone

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Vi offriamo, a partire da questa settimana, in occasione dell’ostensione della Sacra Sindone, alcune riflessioni sul telo dove la tradizione vuole che sia stato avvolto il corpo di Gesù dopo la deposizione dalla Croce. Ogni dettaglio della Sindone ci «racconta» ciò che accadeva a un condannato che veniva sottoposto al supplizio della croce.

Come vedremo nelle pagine che seguono, tali dettagli possono essere posti in parallelo con un brano evangelico e tutti trovano un perfetto riscontro con il racconto dei vangeli. Si potrebbe dunque dire che il telo sindonico rappresenti un altro vangelo non scritto da un autore umano, che ci ricorda quel santo Mandylion, cioè il «volto santo», immagine denominata, come detto, acheròpita che in greco significa, appunto, «non fatta da mano d’uomo».

La Sindone appare dunque ai nostri occhi come una vera icona, cioè una finestra affacciata sul mistero, che ci narra quanto è veramente accaduto e che ci rimanda costantemente al profondo orizzonte della fede.

Proprio per cogliere meglio tale orizzonte, il brano evangelico e la descrizione dei particolari della Sindone sono stati affiancati da alcune meditazioni di una grande mistica medievale, Angela da Foligno (+ 1309). È stata scelta una tra le tantissime voci di credenti che lungo la storia del cristianesimo hanno testimoniato con la vita il loro amore e la loro vicinanza all’Uomo dei dolori.