Quaresima 2017: Il suo calice

don luciano vitton meaAnche i discepoli corrono il rischio di cadere nella trappola di una logica che cede il passo al prestigio, al “posto”, al sedere alla destra o alla sinistra di qualcuno che conta. Oggi, come allora, dobbiamo stare attenti alle lusinghe del “comune pensare”. Dietro le pieghe del bene, di una buona azione, di un atto di generosità si possono nascondere i velenosi nidi dell’auto compiacimento, del sentirsi “apposto”, del plauso della gente che spesso porta alle stelle ciò che poco dopo fa cadere miseramente nella polvere. Gesù ci promette un “calice”, il suo calice. E’ un battesimo che si consuma nel silenzio, nel bene nascosto, nella lieve brezza che non si avverte, sul ruvido e nodoso legno della solitudine, dell’incomprensione, del perdersi per amore e nella pura gratuità. Un calice che solo i piccoli e gli umili possono bere, un banchetto da qui sono esclusi tutti grandi e i prepotenti di questo mondo.

don Luciano Vitton Mea