Rinunciare a tutti i suoi averi

Meditazione del giorno

 San Giovanni Cassiano (v. 360-435), fondatore di monastero a Marsiglia Conferenze 3, 6-7; CSEL 13/2, 73-75

Rinunciare a tutti i suoi averi

Ora dobbiamo parlare delle rinunce che secondo la tradizione dei Padri e come afferma l’autorità della sacra Scrittura sono tre… Con la prima disprezziamo tutte le ricchezze e i beni materiali del mondo, con la seconda rinneghiamo le consuetudini passate, vizi e passioni dell’anima e della carne; la terza consiste nel distogliere la nostra anima da tutte le cose presenti e visibili, per contemplare e desiderare soltanto i beni futuri e invisibili. E tutte e tre queste rinunce devono essere attuate contemporaneamente, come leggiamo che il Signore ordinò ad Abramo dicendo: “Esci dalla tua terra e dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre” (Gen 12,1).

Prima disse: “dalla tua terra”, cioè rinuncia ai beni di questo mondo e alle ricchezze terrene; in secondo luogo: “dalla tua parentela”, rinuncia cioè al modo di vivere, alle consuetudini e ai vizi del passato, che fin dalla nascita aderiscono a noi come se ci fossero affini e consanguinei; in terzo luogo: “dalla casa di tuo padre”, cioè distogli lo sguardo da ogni ricordo di questo mondo che hai sotto gli occhi…

Fissiamo lo sguardo, come dice l’apostolo Paolo, “non sulle cose visibili ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne” (2 Cor 4,18); “La nostra patria è nei cieli” (Fil 3,20). Così, usciti dalla casa paterna, colui che ci era padre secondo l’uomo vecchio, dalla nascita, quando “eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri” (Ef 2,3), volgeremo tutto lo sguardo dell’anima ai beni celesti. Allora il nostro spirito si eleverà al mondo invisibile con la costante meditazione delle divine Scritture e la contemplazione spirituale.