Si impone il silenzio!

si impone ilsilenzioDavanti alla morte si impone il silenzio che, facendoci entrare nel dialogo dell’eternità e svelandoci il linguaggio dell’amore, ci mette in comunicazione profonda con questo insondabile mistero. Esiste un legame fortissimo tra coloro che hanno cessato di vivere nello spazio e nel tempo e chi in esso si trova ancora immerso. Se la scomparsa fisica delle persone care fa sentire con sofferenza una irraggiungibile lontananza, mediante la fede e la preghiera si sperimenta con loro una più intima comunione. Quando sembra che esse ci lascino, è in realtà il momento in cui si stabiliscono più saldamente nella nostra vita, ci rimangono presenti, fanno parte della nostra interiorità; le troviamo in quella patria che già portiamo nel cuore, là dove abita la Trinità. San Paolo incoraggia a vivere positivamente il mistero della morte, affrontandola giorno dopo giorno, accettandola come legge di natura e di grazia, per essere progressivamente spogliati di ciò che deve perire fino a ritrovarci miracolosamente già trasformati in ciò che dobbiamo diventare. La `morte quotidiana’ si rivela così piuttosto una nascita: il lento declino e il tramonto sfociano in un’alba luminosa. Tutte le sofferenze, le fatiche, le tribolazioni della vita presente fanno parte di questo necessario, quotidiano morire per passare alla vita immortale. Dobbiamo vivere fissando lo sguardo sull’oggetto della beata speranza, appoggiandoci unicamente alla fedeltà del Signore, che ci ha dato una promessa di eternità.
Se vivremo così, quando giungeremo al tramonto di questa vita, non vedremo calare le tenebre della notte, ma ci apparirà davanti – attesa eppure sorprendente – l’alba dell’eternità e avremo la gioia ineffabile di sentirci una cosa sola con il Signore. Dopo lungo faticare saremo pienamente suoi e tale appartenenza sarà pienezza di beatitudine nella visione a faccia a faccia.