Siamo piante nel regno di Dio!

gesu seminaGesù parla di Dio e del suo Regno con un linguaggio semplice, che tutti comprendono. Parte dalla quotidianità, dalle esperienze concrete della gente che lo ascolta, spesso prende lo spunto dal loro duro lavoro. Così aiutava le persone a scoprire le cose di Dio nella vita di ogni giorno, vita che diventava trasparente; le parabole sono quindi una sorta di chiave per aprire, attraverso la semplicità della vita quotidiana, i segni della presenza di Dio che scorre tra i declivi dei giorni e delle stagioni che passano segnando il volto degli uomini. Nelle due brevi parabole di questa domenica Gesù ci presenta l’immagine del seme. Nella prima viene tratteggiata, come in un bel quadro, la storia del seme che cresce. Quando il contadino lascia cadere i semi nella terra li abbandona a un lento processo che li porterà prima a germogliare, poi a crescere ed infine a portare frutto. Il seme stesso, a contatto con la terra, l’acqua e il sole, sprigiona la propria forza vitale germoglia e cresce. Così è il Regno di Dio. E’ un percorso, ci sona tappe e momenti di crescita. Avviene nel tempo. Produce frutto al momento giusto, ma nessuso sa spiegare la sua forza misteriosa. Nessuno ne è il padrone! Solo Dio! Questa breve parabola è una sferzata di speranza, ci da fiducia in questi tempi difficili dove la presenza di Dio, e quindi anche del suo Regno, sembra essere offuscata dall’indifferenza e da una caduta di qui valori fondamentali che dovrebbero caratterizzare una vita autenticamente cristiana. Il pensiero dominante non facilita la crescita del seme della Parola, ma non dobbiamo scoraggiarci; anche se non lo vediamo il regno di Dio cresce in noi e fuori di noi perché il padrone della messe conosce i tempi della mietitura. Gesù, oggi, ci rassicura: dobbiamo gettare il seme della Parola in terra, abbondantemente; non solo nelle chiese ma anche sull’asfalto dei nostri quartieri di periferia. Uscire e gettare il seme, senza preoccuparsi. Parlare di Dio, bene, con verità, con coerenza. Poi, ci penserà il seme, progressivamente, a crescere. Infine non dobbiamo mai dimenticarci che noi stessi siamo il campo di Dio, il terreno dome il seme della Parola deve attecchire, crescere e fruttificare. Infatti “quando concepiamo buoni desideri, gettiamo il seme nella terra. Quando cominciamo ad operare rettamente, siamo lo stelo. Quando cresciamo maggiormente nell’opera buona, arriviamo alla spiga. Quando ci rafforziamo nella perfezione della nostra condotta, ormai produciamo il chicco pieno nella spiga”.

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