Storia o fede? Dio non è risorto… o forse si?

sepolcro_vuotoLa resurrezione di Gesù è il fondamento della speranza cristiana, il cardine della nostra fede. Infatti San Paolo ci ricorda: “Se Cristo non è risuscitato vana è la nostra fede”. Ma chi ci garantisce che Gesù è veramente risorto? E se dopo la morte non ci fosse più niente? La fede nel risorto è solo un desiderio, una sorta di miraggio oppure una speranza radicata in un evento storico, una certezza incrollabile che diventa una roccia su cui fondare tutta la nostra esistenza? Ci sono delle prove certe e sicure che Gesù ha vinto definitivamente la morte? Bisogna subito precisare che l’esperienza religiosa non può basarsi sull’evidenza, sul verificabile, sull’empirico; la fede nasce da un incontro, da un evento personale , da un’esperienza che cambia radicalmente la vita. La ragione può solo constatare che in noi è impresso il desiderio di non morire, la percezione che il tempo può diventare eternità, che oltre la siepe del limite c’è un orizzonte più ampio che chiamiamo infinito: “E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l’eterno….” Ma Cristo risorto non lo incontro in un libro di filosofia o di teologia, in un mero ragionamento, nell’emozione di un verso poetico; per incontrare il Vivente dobbiamo percorrere, alle prime luci dell’alba, con Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome il sentiero dell’umana pietà, dobbiamo comperare oli aromatici per ungere il corpo di un crocefisso. Solo attraverso un atto d’amore, vero ed autentico, solo con il cuore di un’innamorata o di una madre possiamo alzare lo sguardo e vedere la pietra sepolcrale divelta e un giovane, in bianche vesti, annunciarci “«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Se fosse un teologo a dirmi: “Cristo è risorto”, se l’eternità fosse dimostrata da un sillogismo filosofico, dubiterei, sarei incerto, diventerei un ateo. Ma se a dirmelo sono delle povere donne con le mani cosparse dall’unguento della pietà allora credo, sono certo che Gesù è veramente risorto: la pietà non mente mai.

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