Testimoni inattesi

don luciano vitton meaTutto è possibile a Dio! Egli è in grado di operare la dove i nostri occhi vedono il nulla o l’abisso della miseria; nella selva oscura dove tutto sembra smarrirsi Dio traccia un sentiero, i suoi passi diventano orme sicure dove mettere i nostri piedi vacillanti e insicuri. Nulla ci deve stupire di Dio, le sue opere diventano pietra sulla fragile sabbia della nostra esistenza. Così Maria di Magdala che era stata dimora del male, arido sepolcro dove sette demoni avevano fissato la loro dimora diventa la prima testimone della resurrezione del Signore. Una scelta inaudita, fuori da ogni logica, soprattutto fuori dal contesto culturale e religioso di quei tempi. Già le donne erano considerate innaffiabili ma una donna che era stata posseduta non può essere la prima testimone di un evento che avrebbe cambiato la storia, che di fatto segnava l’inizio di una nuova creazione. Eppure Gesù sceglie lei e l’antica dimora del male diventa testimone, il sepolcro dove un tempo si aggiravano spiriti immondi si riveste di luce, anzi diventa luce, e porta ai discepoli che erano in lutto e in pianto il lieto annunzio che la morte è stata definitivamente sconfitta. Se la resurrezione di Gesù illumina il mio domani, il mio futuro escatologico, Maria di Magdala illumina il mio oggi, il mio vagare incerto in questo arido pellegrinaggio terreno. Se lei, antica dimora del male, è stata baciata dall’amore di Dio anch’io posso diventare piccola goccia di luce, briciola di pane che cade da un convivio che non mi appartiene, invitato inatteso a delle nozze disertate dagli amici e celebrate da gente raccogliticcia, vagabondi reclutati per strada e diventati per sempre i testimoni delle nozze tra Dio e gli uomini.

don Luciano Vitton Mea