Tra il bene e il meglio: riflessione sulla Quaresima

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Mt 10,8).
La ricompensa? Predicare gratuitamente il Vangelo (I Cor 9,18).

conversione-quaresimaÈ venuto il momento di marcare il fatto che la Quaresima coincide, almeno da noi, con la primavera, e che la conversione, come elemento caratterizzante e portante di questo tempo liturgico, non può prescindere dalla gioia della rinascita, dalla percezione di una novità che ci si offre con tutta la freschezza inebriante degli inizi. Perché non potremmo tradurre il percorso di conversione in questo aprire le finestre o, meglio, nel tenerle sempre aperte? Lasciarsi attrarre dalla musica di ciò che è bello perché è buono, lasciarsi affascinare dalla generosità di tanti, lasciarsi contagiare dagli esempi di chi è migliore di noi: questo è il mezzo per uscire dall’angustia, per rivedere la luce, per ricomporre ciò che si spezza, per crescere nella vera libertà. Il linguaggio popolare della conversione ci fa pensare, troppo spesso, che tutte le conversioni siano dal peccato alla grazia, da cose cattive a cose buone. Questo è un ragionare in bianco e nero, e dà l’impressione che la conversione sia essenzialmente una questione morale. Diceva, però, un sacerdote in un’omelia: «Ho scoperto che la cosa più difficile non è scegliere tra il bene e il male, ma tra il bene e il meglio»