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Il Vangelo del giorno – Martedì 21 novembre

zaccheo

Vangelo di Luca 19, 1-10

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa ncasa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Contemplo:

Attraverso la preghiera, la parola di Dio viene ad abitare in noi e noi abitiamo in essa. La Parola ispira buoni propositi e sostiene l’azione; ci dà forza, ci dà serenità, e anche quando ci mette in crisi ci dà pace. Nelle giornate storte e confuse assicura al cuore un nucleo di fiducia e di amore che lo protegge dagli attacchi del Maligno. Così la parola di Dio si fa carne — mi permetto di usare questa espressione: si fa carne — in coloro che la accolgono nella preghiera.
In qualche testo antico affiora l’intuizione che i cristiani si identificano talmente con la Parola che, se anche bruciassero tutte le Bibbie del mondo, se ne potrebbe ancora salvare il “calco” attraverso l’impronta che ha lasciato nella vita dei santi. È una bella espressione, questa.

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Commento al Vangelo di oggi:

Dovevi passare di là, Signore Gesù, dovevi passare proprio di là. Non vi era altra strada per salvarmi dal mio io egoista, malvagio e menzognero.
Avevo scelto di nascondermi tra le fronde di un sicomoro, come i nostri progenitori tra le foglie di un fico, pensando che tu non mi avresti scovato. Credevo di essere lontano da te migliaia di anni luce, perché ero un uomo piccolo di mente, di cuore, di statura!
Povero illuso, non mi rendevo conto che tu mi eri vicino, e perciò anch’io ti ero vicino, nei tuoi pensieri, nei tuoi desideri: tu da sempre avevi posto il tuo sguardo su di me per restituirmi alla mia dignità di uomo, di figlio e di fratello. Da quel giorno indimenticabile, la salvezza entrò anche nella mia casa e io divenni un uomo nuovo.

   

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