Commento al Vangelo del giorno: Mercoledì 10 Agosto – Donare per un sorriso o per niente

Il Vangelo di oggi: Gv 12,24-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Contemplo
Croce:
Il cristiano non è invitato dalla croce né al dolorismo né alla rassegnazione, né tanto meno a leggere la vita di Gesù a partire da essa, ma deve riconoscere che la vita stessa di Gesù e la forma della sua morte, la crocifissione, sono state narrazioni di Dio, del Dio vivente che ama gli uomini anche quando sono malvagi, del Dio che perdona quelli che gli sono nemici nel momento stesso in cui essi si manifestano come tali, del Dio che accetta di essere rifiutato e ucciso volendo che il peccatore si converta e viva.
La croce è allora anche la denuncia del nostro essere malvagi, peccatori e ingiusti, sicchè il Giusto deve patire, essere rifiutato, condannato e crocifisso.
Commento al Vangelo del giorno
Donare senza misura, senza pensare, senza calcolare.
Donare per donare, per la gioia che questo mi dà.
Per un sorriso, o per niente.
Caratteristica intrinseca del dono è la gratuità assoluta.
Tutto qua. Semplice e difficilissimo, come tutte le cose di Dio.
Siamo chiamati alla santità, cioè ad essere uomini con le mani bucate, che spargono semi d’amore come da sacchi strappati,
donano se stessi irrigando di gioia i campi per i quali camminano.
Senza paura di perdere condividendo perché sappiamo bene che ciò che dividiamo si moltiplicherà.
E’ la strana matematica del vangelo che fa sì che perdendosi ci si ritrovi, spendendosi ci si riacquisti, offrendo la propria vita la si abbia per sempre.
Solo morendo a sé stessi non si rimane soli.
Specchiandosi negli occhi degli altri ci si può riconoscere fratelli: stessi difetti, medesime debolezze, identici bisogni.
La strada per la felicità passa dalla leggerezza della gratuità.

