Commento al Vangelo del giorno: mercoledì 7 Settembre
Il Vangelo di oggi: Lc 6,20-26
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo.
Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Medita
Uno sguardo veramente realistico alla vita non può appiattirsi ed esaurirsi nel frammento di storia che ci è dato da vivere; il discepolo del Signore non può avere la vista talmente corta da valutare il senso dei propri giorni dentro lo spazio angusto delle vicende terrene.
Le beatitudini dilatano salutarmente gli orizzonti dei nostri pensieri e gli spazi del nostro cuore, per portarci a vedere ogni cosa dal punto di vista di Gesù, che le ha vissute per primo.
Non si tratta di agire in vista di un premio, ma di sapere che vale la pena partecipare alla vicenda cruciale del Signore e lottare per la sua causa, la sola che ha il fascino del futuro di Dio.
Diversamente resterebbe solo il non senso di ogni cosa, riempito dalle effimere speranze e dai vuoti moralismi di cui sono pieni i nostri giorni.

