Commento al Vangelo del giorno: 04 Settembre 2018 – Una fede diabolica se non è collegata alla carità

Il Vangelo di oggi: Lc 4,31-37

demonioIn quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

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Contemplo:

Costruite esperienze di vita fraterna secondo la tradizione più vera delle nostre comunità. La parola di Dio per essere ascoltata ha bisogno di un contesto comunitario, e l ’ Eucaristia ha bisogno di una mensa intorno alla quale condividere la vita. Siate accoglienti, aprite le vostre relazioni, i vostri rapporti umani. Imparate a salutare, a stabilire nuove amicizie, ad allargare il numero dei conoscenti e degli amici. Abbiate la gioia di una casa comune: una domus ecclesiae. Il Signore vuole che il vostro amore sia singolare, fedele, capace del dono grandissimo di voi stessi, corpo e anima, nella singolarità di ogni vocazione.

Commento al Vangelo del giorno:

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Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
La fede è diabolica quando non è collegata alla carità, quando non diventa amore, quando non arriva al punto di “dare la vita per i propri amici”. E’ qui che casca l’asino e il demonio. E’ qui che caschiamo anche noi o prendiamo il volo. Solo se la nostra fede aumenta la nostra capacità di amare Dio, noi stessi e il prossimo, è fede che salva. Diversamente è correttezza teologica in bocca al più preparato teologo della storia: il demonio; ma non è fede che ci salva. Se fosse bastata la semplice informazione, Gesù non sarebbe morto per noi. Ma l’amore non è la comunicazione di un concetto, ma un fatto che ci salva. Esattamente come una madre che non spiega al figlio le formule chimiche delle sue emozioni, o i legami psico-affettivi che gli scattano quando vuole sentirsi voluto bene, ma lo abbraccia e lo abbraccia forte. Quell’abbraccio vale più di tutti i manuali di chimica e psicologia.