Commento al Vangelo del giorno: 08 Agosto 2020 – Un piccolo seme

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Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spostati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

 

Medita

La risposta di Gesù sembra scontata, ma in realtà ci spiega perché spesso non otteniamo nulla di ciò che gli chiediamo. Dobbiamo ricordare innanzitutto che è molto più felice lui di darci ciò che gli chiediamo: però, se non c’è la fede, difficilmente il nostro cuore può accogliere quanto lui vuole darci. I miracoli più grandi, dunque li ottiene proprio chi ha più fiducia nella potenza di Dio. Gesù, parlando con i suoi apostoli fa prendere loro coscienza del fatto che essi hanno una fede molto piccola, se non si può paragonare nemmeno alla grandezza di un granellino di senape. Sapete come si fa a vivere di fede facendola crescere sempre di più, esercitiamola ogni giorno con costanza attraverso la preghiera e la carità fraterna per fra crescere in noi questo piccolo seme. Signore la mia fede è piccola come un granello di senape ma falla crescere tu affinché diventi un’ albero dove tutti coloro che hanno bisogno possano trovare riparo e ristoro

 

Contempla

‘` Tu sei al di sopra di ogni cosa e tuttavia non sei estraneo a quanto accade in questa nostra storia. Anzi, fin dagli inizi hai voluto essere non il Dio di una terra, ma il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacob­be, il Dio di Mosè e di un popolo intero.

Tu sei sovranamente libero e nessuno di noi può piegarti al suo volere. Eppure hai preso a cuore la nostra sorte, ti sei interessato alle nostre vicende, ti sei schierato dalla parte dei poveri. Dio soprannaturale, tu non resti impassibile: soffri accanto a noi e assieme a noi, come hai sofferto in silenzio accanto alla croce del tuo Figlio. Dio sovranamente libero: tu accetti di esporti per raggiungere ognuno di noi.