Commento al Vangelo del giorno: 09 Marzo 2020 – “Donare noi stessi…”

Il Vangelo di oggi: Luca 6,36-38:

“…perdonate e sarete perdonati…”

gioiaIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

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Contemplo:

Le tende del Signore si piantano nel cuore dell’umanità:
Chi vede, come Pietro Giacomo e Giovanni, è tentato di dire: “Signore è bello che noi siamo qui”. Strano che ogni dono o manifestazione della grazia ci trovi in uno stato o in una disposizione di godimento o di fissità più che di impegno. Poter fermare l’attimo di bontà, come si vorrebbe fermare l’attimo di bellezza! Ma tanto l’una che l’altra sono un’ineffabile realtà per la novità che racchiudono. Chi si ferma solo per contemplarle, le spegne dentro di sé. Eppure i pensionati dello spirito, coloro che si rifiutano di vivere perdutamente il Vangelo, vanno moltiplicandosi. Né allora, né adesso, né mai è tempo di piantare tabernacoli sul Tabor. Ai piedi del Tabor c’è una turba di malati, di sofferenti, di affamati, di schiavi che attendono la liberazione. La contemplazione che ci distacca, la bontà che si chiude, la grazia che non viene comunicata è un Tabor che non ci interessa. Si vede per coloro che non vedono; si crede per coloro che non credono; si ama per coloro che non amano; si sale sul Tabor per coloro che non possono salire. Le tende del Signore si piantano nel cuore dell’umanità.

Commento al Vangelo del giorno:

Esercitare la misericordia, non giudicare, non condannare ma perdonare e dare senza misura, sono i contrassegni del cristiano autentico, ciò che lo distingue dagli altri e lo rende simile al Padre che è nei cieli.
La fedeltà di Dio alle sue promesse svela la nostra condizione di peccatori e peccatrici continuamente perdonati. La lucidità su ogni ingratitudine che conduce al non amore verso i fratelli e sorelle, conduce alla consapevolezza della propria debolezza e, insieme, alla gratitudine per l’infinita misericordia di Dio. Lo sguardo al passato mette in luce i nostri tradimenti, il non ascolto della Parola e dei fratelli, seguiti da un nuovo abbraccio del Padre. Allora ci è dato di lasciare che la divina misericordia trabocchi, rendendoci misericordiosi verso ogni creature umana, fratello o sorella, non più nemica. Tenendo fisso lo sguardo su Gesù diveniamo capaci di donare gratuitamente quello che abbiamo ricevuto, non giudicando ma perdonando, donando i nostri beni, anzi noi stessi.