Commento al Vangelo del giorno: 12 Dicembre 2020 – Una parola bruciante

Il Vangelo di oggi: Mt 17,10-13

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Medita:

Se la mia è una parola bruciante, se ho tanta dimestichezza con il fuoco da riuscire a farlo scendere dal cielo, non è per merito mio: sono abitato dalla presenza di Dio che è un fuoco divorante. Il mio nome, Elia, significa Il Signore è il mio Dio e si sa che nel nome è racchiuso il mistero della persona. Sono stato scelto per ribadire la santità e l’unicità del Dio dell’alleanza; ho avuto momenti di gloria quando ho sconfitto i profeti di Baal, ma anche di crisi quando sono fuggito nel deserto desiderando la morte. E se anche il mio passaggio al cielo sarà un altro incendio, non posso dimenticare quel mormorio di vento leggero sul monte Oreb, quando ho capito che il fuoco di Dio è anche acqua che ristora, dolce brezza che parla al cuore.