Commento al Vangelo del giorno: 12 Maggio 2020 – Una parola che salva e guarisce

Il Vangelo di oggi: Gv 14,27-31a

paceIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Contemplo:

Dio ama l’intimità:
La storia ci lascia la Sacra Famiglia nella piccola casa di Nazareth e non entra per lasciare nella più vera intimità Maria, Gesù e Giuseppe. Dio ama l’intimità, il silenzio, il nascondimento. Egli ha voluto che Maria si godesse suo figlio per alcuni anni e Gesù ha voluto godersi sua madre per tutto il tempo possibile, prima della vita pubblica. Dio vuole vivere con te nel modo più misterioso, perché diventa il mezzo più efficace per farsi capire da te e per starti vicino nella tua vita più intima, tu e lui, lui e te senza distrazioni e frastuono. Egli, il creatore della potenza burrascosa degli oceani, dei lampi e dei tuoni, con te vuole il nascondimento della tua vita personale.

Commento al Vangelo del giorno:

“Vi do la mia pace”.
Non è la pace del mondo, fondata sulla connivenza, sui compromessi e il benessere personale; non è nemmeno assenza di lotta o di persecuzione per la chiesa: è la pace di Gesù che nasce dalla vittoria sul peccato e sulle sue conseguenze. Ricordiamoci che non siamo soli nelle fatiche e nelle conquiste della vita; con noi lotta, prega, vince la presenza stessa di Cristo che ha sconfitto la morte e con essa il peccato. Il saluto di pace sulle labbra di Gesù non è soltanto un augurio di bene ma una parola che salva e guarisce. In questo giorno preghiamo perché nel nostro cuore giunga abbondante il dono della pace che illumina e purifica le oscurità profonde del nostro male e ci insegna a vivere da risorti.