Commento al Vangelo del giorno: 15 Maggio 2020 – Un posto fra le mani di Dio

Il Vangelo di oggi: Gv 15,12-17

discepoli-abbraccioIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Contemplo:

La Chiesa deve imitare Maria:
La preghiera deve lodare le “grandi cose” operate da Dio, gli attributi salvifici del Signore, la sua fedeltà, la sua parola efficace, i suoi attributi fondamentali che Maria elenca nella trilogia della potenza, della santità, della misericordia. La preghiera deve meditare l’alleanza offerta da Dio al Sinai, nel suo amore nuziale, nella comunione profonda della nuova alleanza del sangue di Cristo. Maria interpreta il senso della propria vita partendo dall’esperienza di Israele e della Bibbia. La Chiesa deve imitare Maria interpretando se stessa e la sua storia alla luce del progetto salvifico divino rivelato nelle scritture. Quanto più penetriamo in esso tanto più cresce la nostra capacità di cantare e di amare, di pregare e di lottare, di credere e di agire, di benedire e di servire, di magnificare il Signore e di sperare.

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù si fa sempre più esplicito con i suoi amici nell’esprimere il cuore della sua volontà: che vi amiate gli uni e gli altri come io ho amato voi. Gesù primogenito di noi fratelli, amico e prossimo a chiunque il Padre gli ha affidato, rivelando se stesso, nel suo modo di vivere e nel suo modo di morire, ci dona la nostra identità. La vita è un posto fra le mani di Dio: mani che non ci lasceranno mai cadere. Mani di pastore contro i lupi, mani impigliate nel folto della vita, mani che proteggono la mia fiamma smorta, mani che scrivono nella polvere e non lanciano sassi a nessuno, mani che sollevano la donna adultera, mani inchiodate in un abbraccio che non può terminare, e poi offerte perché io ci riposi e riprenda il fiato del coraggio. (E. Ronchi). Così siano le nostre mani.