Commento al Vangelo del giorno: 23 aprile 2021 – Dio stesso è lì che ci attende…

Il Vangelo di oggi: Gv 6,52-59

il volto di dio
In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

Contemplo:

Alla ricerca di punti di appiglio
Hanno toccato con mano quanto sia esigente la loro fede: tu chiedevi a loro di abbandonarsi a te, allora avrebbero anche potuto camminare sulle acque. Ma bisognava affidarsi a te senza ombra di dubbio, senza alcuna reticenza. E ora, dopo lo spavento, dopo la paura, i dubbi e dopo aver misurato il fallimento dei loro forse essi riconoscono con stupore che tu sei veramente il Figlio di Dio. Come mi assomigliano, Signore, i tuoi apostoli! Anch’io, come loro, vado alla ricerca di punti di appiglio che mi diano qualche sicurezza e rifiuto di riporre in te ogni fiducia. Anch’io non mi accontento della tua parola, quasi che la saggezza e l’astuzia di questo mondo fossero più affidabili. E anch’io devo riconoscere che i miei appigli crollano, le mie illusioni presto cadono e mi resti solo tu.

Commento al Vangelo:

“Chi sei tu, Signore, e chi sono io?”. Le semplici e sconvolgenti parole di San Francesco rivolte a quel Dio che stava cercando e che, per un motivo o per l’altro, non riusciva a trovare, trovano conferma nell’esperienza drammatica dell’apostolo Paolo. Egli incontra il Signore “sulla via”: non in grandi esperienze, non in strabilianti incontri, ma durante la fatica di un viaggio. Durante cio è l’esperienza di tutti i giorni, l’esperienza quotidiana. Questo dimostra che il Signore non trova nessun ostacolo quando deve farsi sentire, quando deve chiamare qualcuno. Anche se l’individuo vive nel peccato. Anche se la persona non vuole sentire, non vuole incontrare Dio. Egli stesso dunque si dona: e potremmo dire, senza tema di errore, che Dio si dona senza chiedere permesso a nessuno. Come ha fatto con san Francesco, come ha fatto con l’apostolo Paolo. Questa gratuità a volte spaventa, perché non si presenta secondo le nostre misure; molto spesso infatti tendiamo a far apparire la fede come un prodotto della nostra intelligenza e non come un dono del Signore. Ma Dio stesso è lì che ci attende, sempre con la riprova dell’autenticità di ciò in cui crediamo, che è poi lui stesso.

briciole di vangelo

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