Commento al Vangelo del giorno: 27 Febbraio 2020 – Scegliere di vivere

Il Vangelo di oggi: Lc 9.22-25

quaresima 2018In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Contemplo:

Convertiti e credi nel Vangelo:
E’ difficile sottrarsi all’urto di quella cenere. Benchè leggerissima scende sul capo con la violenza della grandine. E trasforma in un’autentica martellata quel richiamo all’unica cosa che conta: “Convertiti e credi nel Vangelo”. Peccato che non tutti conoscono la rubrica del messale, secondo cui le ceneri debbono essere ricavate dai rami d’ulivo benedetti nell’ultima Domenica delle Palme. Se no, le allusioni all’impegno per la pace, all’accoglienza del Cristo, al riconoscimento della sua unica signoria, alla speranza di ingressi definitivi nella Gerusalemme del cielo, diverrebbero itinerari ben più concreti di un cammino di conversione.

Commento al Vangelo del giorno:

Le esigenze della sequela che il Vangelo ci invita ad abbracciare sin dall’inizio della quaresima partono da un presupposto fondamentale: poiché Dio ci ha tanto amato sino a dare se stesso per noi e per la nostra salvezza, poiché egli ha stretto con noi un’alleanza continuamente rinnovata, proprio per questo egli può chiederci di corrispondere al suo amore con tutto lo slancio di totalità di cui il nostro cuore è capace. Un amore a metà non è amore, un amore a tempo non è amore, un amore di comodo non è amore! Quando il nostro cuore ama solo un po’, senza donarsi interamente, ci troviamo divisi: siamo noi stessi a scegliere di vivere a metà e, proprio per questo scegliamo di non vivere.