Commento al Vangelo del giorno: 30 Aprile 2020 – Storia di polvere e sudore

Il Vangelo di oggi: Gv 6,44-51

stradaIn quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. o sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Contemplo:

Una pienezza:
“Noi abbiamo lasciato tutto” (Mt 19,27): l’esigenza di questo distacco universale mostra che Gesù è l’assoluto al quale tutto deve essere sacrificato. In questa completa rinuncia non c’è un vuoto, ma una pienezza. Colui che lascia tutto riceve il centuplo. Questo centuplo si deve intendere nella qualità della vita; evidentemente non si tratta di un centuplo materiale. Colui che segue Cristo considerandolo come il tesoro della sua esistenza, riceve da lui una vita intensa, sovrabbondante. Egli è entrato in una profonda beatitudine spirituale, che gli è accordata fin dal momento presente. Per il futuro, gli è promessa la vita eterna; ma la gioia del possesso di Cristo si inaugura già quaggiù…

Commento al Vangelo del giorno:

Siamo così lontani nel tempo dalla storia terrena di Gesù da dimenticarci, a volte, che è stata una storia di carne e di sangue. Storia di polvere della strada che a sera deve essere lavata dai piedi stanchi, storia di sole caldo e di sudore…
Abbiamo reso tutto molto asettico, lontano dalle nostre strade. Fatichiamo nell’immaginarci Gesù tra i rumori, gli odori, le grida; ne abbiamo fatto un personaggio di un bel libro. Ma Gesù si è incarnato pensiamoci un momento e diamo senso a questo, alle implicazioni, carne, appunto. E’ molto più difficile ma molto più entusiasmante. Un Cristo rinchiuso nelle parole di un bel libro, ancorchè sacro, è altra cosa rispetto a uno che ha vissuto davvero dentro le cose, le situazioni, gli incontri, nella fatica e gioia della carne. Una carne data al mondo perché ne vivesse per sempre.