Commento al Vangelo del giorno: Domenica 20 Novembre – Un re che fa sempre la prima mossa verso di noi

Il Vangelo di oggi: Lc 23, 35-43

In quel tempo, dopo che ebbero crocifisso Gesù, il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!».
L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Contemplo: Il peccato è la negazione dell’amore

Il peccato è non amare l’Amore che ci ama, è la negazione pratica di Dio. Infatti chi sbaglia decide con i fatti e con giudizio inappellabile che di fronte al proprio io, ai propri interessi, alla propria volontà, Dio non conta o addirittura non esiste.
Peccare è rifiutare la legge divina per sostituirsi a Dio, facendosi legge a se stessi. E poiché il peccato personale si collega a quello degli altri, crea scandalo e ostacola l’affermarsi del Regno di Dio.
La nostra vita ruota intorno al valore in cui investiamo di più le nostre forze. Se è diverso da Dio pecchiamo, perché mettiamo le creature al posto del Creatore.
Se le creature sono così centrali nella nostra vita da pensare di non poterne fare a meno, usurpano il posto dovuto solo al Creatore che ce le ha donate e siamo nel peccato, cioè fori dal progetto di Dio.

Commento al Vangelo del giorno:

“…..Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso»….”
Un regno alternativo sarà la nuova abitazione dei salvati, di quanti sono disposti a spendere la vita per il proprio re.
Un re diverso, fuori dagli schemi: cavalca un asino, riceve sputi e corone di spine e come trono ha una croce.
Un re che non condanna ma salva, un re giusto che ama la giustizia, un re povero che vive da povero.
Un re che ama il suo popolo ed è disposto a morire per esso.
Un re il cui regno non è di questo mondo.
Un re che non è accolto neanche al momento della sua nascita, ma che accoglie tutti, santi e peccatori.
Un re che guarisce, un re consolatore, un re che sfama e disseta.
Un re che si propone come soggetto e oggetto dell’amore, un re che fa sempre la prima mossa verso di noi.

briciole di vangelo

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