Vangelo di oggi

Commento al Vangelo del giorno: lunedì 07 Novembre – Perdonare sempre

Il Vangelo di oggi: Lc 17,1-6

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Contemplo: Uomini e donne liberi

Il discepolo dovrà sempre guardarsi dall’essere un uomo che mercanteggia con la verità, che baratta la verità con chi urla di più.
Il discepolo non dovrà mai essere uno che prende timidamente le parti dei giusti, non dovrà mai essere uno che non è disposto a  rischiare di persona.
Il discepolo non dovrà mai essere un uomo che insegue le mode e le usanze, uno che cerca la strada per divincolarsi, ma non ha il coraggio di assumersi fino in fondo le conseguenze della sua fede. Il vangelo ci vuole plasmare come uomini e donne liberi e orti di fronte ai potenti, mai disposti a piegare il ginocchio di fronte alla folla, ai potenti di turno, a quegli ingiusti che non vogliono mai essere giudicati.

Commento al Vangelo del giorno:

“…..E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai…..”
La comunità dei discepoli sarà veramente cristiana se un fratello perdona all’altro, se perdona sempre, nonostante le ricadute.
Se il cristiano perdona al fratello, il Padre perdona a lui i suoi peccati.
Il popolo di Dio diventa santo con la sollecitudine di tutti per la salvezza di ciascuno e con il perdono di ogni offesa personale e di ogni dispiacere ricevuto.
Il perdono deve essere radicale, totale, senza riserve e senza limiti.
Bisogna sempre venire incontro a chi cerca comprensione e aiuto.
Il perdono deve accordare nuovamente al fratello la nostra fiducia, la simpatia e l’amicizia. Bisogna condonare, non addebitare, non esigere nulla.
Spesso siamo magnanimi nel perdonare il male fatto agli altri, quasi mai nel perdonare quello fatto a noi.
Il perdono è reso possibile dalla forza della fede: per mezzo di essa possiamo superare anche le più grandi difficoltà.

   

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