Vangelo di oggi

Commento al Vangelo del giorno: Martedì 17 Maggio – Pace come ragione di esistenza

Il Vangelo di oggi: Gv 14,27- 31a

segno di pace

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Contemplo:

Tutte le mie vie:
Signore, mi sono messo sulla strada. Tu mi dici: “Tutte le mie vie sono davanti a te”. Ti sei mostrato in tante strade diverse. Fa’ dunque, o Signore, che fino dai primi passi io mi metta sotto i tuoi occhi. Mostrami la tua via e guidami per il retto sentiero. Strade del mondo, che tessete una rete sempre più fitta, che annullate secolari barriere tra i popoli, che vi lasciate percorrere sempre più in fretta, non siete voi la mia meta. Il mio destino è di camminare con voi per andare sempre al di là. Donaci, Signore, la forza di riprendere ogni momento i nostri passi per arrivare ad incontrarti.

Commento al Vangelo del giorno:

Il compimento delle speranze messianiche Gesù le riassume in una parola sola: pace. Non però la pace solita, la pace di tutti i giorni, la pace frutto di equilibri precari; ma “pace” intesa come la condizione di vita di chi ha messo Gesù davanti al proprio cammino, alle proprie scelte, pace come propria ragione di esistenza. Non è semplice comunque fare questa scelta, vivere in questa maniera. Il respiro si fa grosso quando dobbiamo prendere simili decisioni. Siamo turbati, affaticati, a volte infastiditi, perché tutto ciò che abbiamo intorno ci parla di una pace fasulla e inutile. Una pace che non ci costa, che non ci responsabilizza, una pace che “è sempre compito degli altri”. In altre parole una pace “non religiosa”, perché non viene da Cristo. Come fare per risolvere il problema? Compiere una piena e profonda revisione della propria esistenza, offrire a Gesù le proprie fatiche come ciò che manca ai suoi patimenti, vivere la prospettiva futura dei risorti con il Cristo stesso.

   

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