Non di Solo Pane – 25 gennaio 2015

ndsp694Se durante il periodo natalizio abbiamo contemplato il presepe, la povertà di Dio nella greppia di Betlemme, oggi meditiamo sulla povertà della chiesa nascente, di coloro che Gesù chiama per seguirlo e per affidargli i misteri del Regno. Come all’annuncio degli Angeli sono i pastori ad accorre a rendere omaggio al bambino Gesù, cosi sulle rive del lago sono degli umili pescatori a lasciare le barche e le reti per rispondere alla chiamata del Signore che passa. Non ci sono gli scribi, i dottori della legge o i notabili di Gerusalemme presso la grotta di Betlemme; non ci sono persone colte o rabbini tra i discepoli che Gesù chiama con se. I pastori come i pesca- tori sembrano essere i privilegiati, coloro che Dio chiama per affidargli “una lieta notizia”; la povertà e l’umiltà diventano il terreno fecondo per incontrare il Signore della vita. Un cuore bisognoso, una vita inadeguata sono i presup- posti per permettere a Dio di compiere i suoi capolavori. Anche il libro del Siracide ci ricorda che:

«C’è chi è debole e ha bisogno di soccorso, chi è privo di beni e ricco di mise- ria: eppure il Signore lo guar- da con benevolenza, lo solleva dalla sua bassezza e lo fa sta- re a testa alta, sì che molti ne sono stupiti ».

Per comprendere le scelte di Dio dobbiamo conoscere il nucleo, il fondamento del lieto annunzio:

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; conver­titevi e credete nel Vangelo».

Conversione e vicinanza del Regno sono i cardini dellapredicazione del Maestro di Nazareth; ecco perché comincia dai pastori e dai pescatori: gente rozza ma bisognosa di sentirsi dire che Dio “gli era vicino”, gente bisognosa di Salvezza e ben disposta “a cambiare vita”. Una logica già presente nell’Antico Testamento e che trova il suo compimento nelle scelte di Gesù. Tutta la Storia della Salvezza è segnata da“ventri sterili” che concepiscono e partoriscono ciò che per anni era stato vanamente atteso e desiderato; vedove che accolgono profeti, stranieri che vengono mondati dalla lebbra, “ragazzini” che con una piccola fionda abbattono l’orgoglio dei “giganti”. Gesù pone il sigillo a ciò che da sempre fa parte di una logica incomprensibile da un punto di vista meramente umano; ovvio quindi che co- minci dalla periferia, la perduta “Galilea” delle genti. Naturale e scontato che cominci dai pastori e dai pescatori.

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