Ho una foglia in mano…

foglia in manoIn questo tramonto invernale, mentre si accendono i primi lumi nitidi, su una giornata di sole e di vento che ha ripulito l’atmosfera, ho una foglia in mano. L’ho presa da un sempreverde che conserva quanto i tronchi stecchiti e i cespugli aridi. Ho una foglia in mano viva e verde, mentre cammino nel freddo della strada sterrata, senza nessuno. Ho una foglia in mano dov’è la storia della creazione, la fiaba delle gocce di brina, l’avventura delle farfalle, la memoria delle splendide tele di ragno. Se la terra intorno a me accende i suoi lumi brevi, rischiaratori e accentratori di mille cose diverse (il bene e il male, il tormento e la gioia, la disperazione e la speranza) la mia foglia racconta, intatta, la luce delle origini e l’unità delle cose che Dio vide creando: “Ed erano molto belle”, come dice la Bibbia.
E con l’acqua che ancora mantiene mi fa pensare gli oceani e i fiumi, con la sua composizione chimica mi collega alle stelle, alle montagne, alla sabbia del mare. Ho una foglia in mano e vedo le cose grandi del cosmo. La guardo, sotto la luce che ancora rimane, nelle sue venature molteplici e perfette, nei suoi canali trasportatori di linfa vitale e leggo la piccola storia preziosa delle cose umili e dell’umile esistenza dei miei simili che fanno ricca la vita della terra. Ho una foglia in mano e mi pare d’avere un libro senza fine, uno scettro di felicità perché sul suo velluto si rischiara la “gloria” di Dio.
E in questo tramonto lucido e freddo non seguo una esplosione chiamata dal firmamento che di nuovo sta per rivelarsi e dall’orizzonte ampio che raccoglie nel silenzio monti, colline pianure. Coltivo invece, l’implosione del mio vedere contemplativo sulla breve forma che ho in mano dove è possibile intuire l’universo e il piccolo nel familiare contorno del suo velluto verde.
Ho una foglia in mano e, fuori di ogni follia, conosco la sapida certezza di un salmo onnicomprensivo di lode, mentre viene la notte, sulla strada sterrata e deserta, affollata nell’anima di tutte le presenze. Dell’unica e irrepetibile presenza di Dio.

(G. Agresti, Le fragole sull’asfalto, Milano 1987, 51s.)

briciole di vangelo

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