Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno– Giovedì 23 Maggio

Vangelo di Marco 9, 41-50

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare.
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile.
E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna.
E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».

Commento al Vangelo di oggi:

Un bicchiere d’acqua dato nel nome di Cristo, un po’ di sale per dare sapore al cibo senza snaturarlo, ecco qualche ingrediente per gustare la vita da discepoli oggi e per accogliere le esigenze di una sequela che privilegia i piccoli gesti, i passi dei poveri.
La ricchezza non condivisa diventa invece motivo di lacrime, di amarezza: ciò che non ha in sé il sale marcisce, ciò che viene accumulato arrugginisce o diventa pasto per le tarme.
II Signore ci doni di accogliere la sua parola e di mettere i passi giusti per un cammino di pace gli uni con gli altri.

Contemplo:

Maria Vergine serva del Signore
«Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Questa risposta indica perfettamente in che cosa consista l’umiltà di Maria.
L’atteggiamento di Maria nell’episodio dell’annunciazione è un atteggiamento di singolare oggettività. Maria si mette fra parentesi, se così posso esprimermi.
Ciò che la interessa non è la sua persona, ma la parola del Signore. E lei non vuole essere altro se non la serva di questa Parola. Una sola cosa desidera: che avvenga di lei secondo la Parola di cui l’angelo si era fatto portavoce.
È questa l’umiltà di Maria. E in questo senso si può dire che Maria si fa piccola, scompare dietro la parola di Dio. Non abbiamo più a che fare, qui, con un’umiltà umana, psicologica, soggettiva. Dio ha parlato. E davanti alla sua Parola,
l’anima obbediente non può che dire: «Così sia, avvenga di me secondo la Parola che è stata detta!». Quanto poi ai mezzi e agli ostacoli, sarà la grazia a fare tutto. L’umiltà della serva non è separabile dalla Parola.
Soprattutto nel caso di Maria, poiché il bambino che Maria darà alla luce sarà la Parola stessa di Dio fatta carne. Altri passi del vangelo mettono in luce la relazione di Maria e della sua umiltà con la Parola.
Per esempio: «Una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte! Ma Gesù disse: Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,27s.). […] L’umiltà di Maria non consiste nel dire:«Non sono degna».
Si esprime piuttosto con queste semplici parole: «Avvenga di me secondo la tua parola» (

   

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