Vangelo di oggi

IL VANGELO DEL GIORNO –MARTEDÌ 20 GIUGNO

Mt 5,43-48 Amate i vostri nemici.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore

Contemplo

Signore, grazie per la tua misericordia che è benefica con me quando mi vedi buono e quando mi vedi malvagio. Signore, ricompensa come io non so fare chiunque mi ama e fa del bene; riappacifica con me chi mi perseguita e mi odia. Signore, accresci la conoscenza e la testimonianza della grazia di Gesù il Cristo, che da ricco che era come figlio di Dio si fece povero per me perché anch’io diventassi ricco per mezzo del suo impoverimento quale uomo. Ascoltaci, Signore, perché cantiamo a te con la nostra vita.

Commento al Vangelo di oggi

Nel 1934 l’assassino di Maria Goretti, Alessandro Serenelli, giunge a Corinaldo perché vuole incontrare la mamma di Maria. E’ emozionato, impaurito, prova tanta e tanta vergogna. Bussa alla porta della canonica di Corinaldo (era la notte di Natale) e appare mamma Assunta, la mamma di Maria Goretti. Alessandro si sente piccolo e vorrebbe scappare per la vergogna, ma ha la forza di dire: “Mi riconoscete, Assunta?”. “Certo, figlio mio!” “Mi perdonate, Assunta?” “T’ha perdonato Marietta! T’ha perdonato Dio! Vuoi che non ti perdoni io?”. E si abbracciarono piangendo. Questa è la Chiesa! Un popolo nel quale la legge del perdono arriva ad un vertice impressionante. Le parole di Gesù nel Vangelo rendono il cristianesimo, e quindi la Chiesa, un unicum tra tutte le religioni: e soprattutto oggi, questo è evidente e sorprendente. Tertulliano, scrittore cristiano di Cartagine, convertitosi al Cristianesimo attorno all’anno 195 d.C., così scriveva nel suo celebre “Apologetico”: “ I non cristiani osservando noi cristiani dicono: “Guarda come si a- mano anche se non sono parenti!”. Mentre loro si odiano anche tra parenti”. Se anche noi oggi possiamo far nostre le parole di Tertulliano, allora non sarà tanto difficile far riconoscere il mistero e la bellezza e il fascino della Chiesa che siamo noi. Meglio: che dobbiamo continuamente diventare noi.

(Card. Angelo Comastri)

 

   

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