Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno– Lunedì 20 Maggio

Vangelo di Giovanni 19, 25-34

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».
Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete».
Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «E compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Commento al Vangelo di oggi:

Maria è diventata veramente Madre del Figlio di Dio. Anche questo fatto rivela una meravigliosa verità, una verità che fa vibrare il cuore. E
ccola: Dio è felice quando può coinvolgerci nella Sua opera di salvezza; Dio, addirittura, cerca spazi di collaborazione ed esulta quando la Sua Bontà trova risposte e adesioni  sincere.
Maria è la creatura nella quale Dio ha trovato la più aperta e la più docile collaborazione: per questo Maria diventando madre di Dio è diventata anche madre dei figli di Dio. Infatti accogliendo Dio nel proprio cuore, non è possibile restare estranei ai desideri e alle ansie del cuore di Dio.
Maria, dicendo il suo “sì” alla maternità messianica, si è lasciata inevitabilmente condurre per le strade dell’amore salvifico ed è diventata risonanza dell’infinita Misericordia. In altre parole: Maria, accogliendo Dio, ha accolto anche la passione di salvezza, che è lo scopo stesso dell’Incarnazione del Figlio di Dio.
Allora possiamo ben dire che come Maria in terra ha cantato il Magnificat davanti a questa collaborazione voluta da Dio, così Dio in cielo ha cantato il Suo Magnificat davanti alla collaborazione accolta da Maria.

Non dobbiamo dimenticare che la presenza di Maria nella vita di Cristo è una scelta di Dio; pertanto la presenza di Maria anche nella vita della Chiesa di Cristo è una volontà di Dio.

Contemplo:

Non una immacolata, ma la Immacolata: ce n’è infatti una sola, ed è Maria, madre di Gesù e madre nostra.
«Senza macchia» è stato il motto della cavalleria più generosa e della nobiltà, ma con ben altro significato. Per Maria significa una qualità, che se non ci fosse stata lei ad averla, non l’avrebbe avuta nessuno e nemmeno sapremmo che cosa sia.
Lo stesso figliuol suo, Figlio del Padre, non potrebbe dirsi immacolato: egli essenzialmente non tollera macchie; per essenza, egli è immacolabile, non macchiabile.
La Madonna, invece, creatura tutta umana, poteva ben essere macchiata come noi: è invece senza macchia, nessuna macchia.
Noi non riusciamo nemmeno a immaginare una creatura umana “immacolata”.
II peccato è così presente nell’essere umano che non si riesce a concepire come possa essere fatto un uomo o una donna senza peccato. Ogni nostra più netta purezza è sempre un poco impura, e la purità piena sorpassa i limiti della nostra immaginazione.
Non sorge in noi un pensiero, non una fantasia, non un affetto, di cui noi possiamo essere senza sospetto.
Il peccato ci segue come l’ombra, e l’ombra mai è così segnata come quando siamo nel sole. l più santi sono i più trepidi di peccato. Maria è senza per questo, assomiglia più a Dio che a noi.
La tenerezza che nutriamo per la Madonna non deve farci scordare che la sua luce è tremenda, e acceca chi non sa chinare lo sguardo.

   

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