Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – martedi 03 Febbraio 2015

Il vangelo di oggi – Mc 5,2143: “Figlia, la tua fede ti ha salvata…”

vangelo-3febbraioIn quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello.
Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

Commento al Vangelo del giorno

giairoCon i loro contrasti, dove un capo della sinagoga e papà, una donna sofferente ed una bambina dichiarata morta emergono dalla scena. Il dolore, il dubbio, la fede e la vita si incrociano in questo testo molto affollato. Lungo il mare dove Gesù insegna la gente “gli si radunò attorno”.
Lungo la strada che lo porterà a casa di Giairo, non solo “la folla lo seguiva”, ma, come precisa il testo, “gli si stringeva attorno”, quasi ne avesse un disperato bisogno. A casa di Giairo, invece, la gente crea “trambusto” ed egli deve scacciarla. E trovo positivo per me, per noi, sottolineare proprio questo aspetto: Gesù non si lascia assorbire dalla folla, ma “comanda” su di essa come accade con il mare in tempesta che minaccia la barca dove lui sta dormendo con i discepoli terrorizzati che lo svegliano. A seguito di ciò, egli placa il vento forte e i flutti minacciosi, mentre tutti, increduli, si chiedono “Chi è costui?”. Certo, tra la gente c’è chi ha bisogno di sentire e toccare la sua presenza, perciò Gesù non fugge davanti a nessuno, anzi, si espone in prima persona, anche operando scelte strane ed inconsuete.
Egli, cercando lo sguardo di chi l’ha toccato, non vuole rimproverare nulla, ma far risaltare che, come si legge in un altro testo “erano come pecore senza pastore” e che con la fede tutto può essere salvato. Dio ascolta sempre la preghiera di chi lo invoca ed opera, anche quando l’evidenza è nascosta. Perché “Ogni preghiera e ogni azione d’amore è presa e portata al cospetto di Dio: nulla va perduto. A volte si pensa: chissà se Dio vede. A volte si crede di operare come vuoto a perdere. Ma invece no, nulla è inutile perché Dio non dimentica, non trascura nulla” (don Paolo Squizzato). E come potrebbe se Dio è amore?

 

   

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