Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Martedì 11 Giugno

Vangelo di Matteo 5, 13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Commento al Vangelo di oggi:

Il nostro scopo è dare sapore:
Qual è lo scopo del nostro “esserci” come cristiani? Qual è lo scopo del nostro “esserci” in politica? O a scuola? O in un ospedale? O in un quartiere? Gesù lo spiega nel Vangelo di oggi: «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo».
Il nostro scopo è quello di dare sapore, gusto, senso alle cose. Il nostro scopo è tenere accesa la luce quando invece il buio vuole fare da padrone.
Un cristiano si occupa di insaporire le cose, di illuminarle, e non di comportarsi come una qualsiasi altra persona o lobby di potere. Il nostro “esserci” deve far cambiare le cose in termini di qualità, non di quantità.
Un ospedale non deve essere convertito: deve diventare un ottimo ospedale proprio perché ci lavorano dei cristiani. Una scuola non deve essere travestita da aula di catechismo, ma deve diventare una scuola dove si educa all’umano e non dove si indottrina (cosa che capita molto spesso proprio in nome della laicità). Una politica deve diventare la «più alta forma di carità» (Paolo VI) e non lo sbarco del lunario dove si fa incetta di privilegi e vantaggi. Se noi smettiamo di essere «sale» e «luce» non serviamo a nulla se non a essere buttati via. Un cristiano che non fa questo è teologicamente spazzatura. E non spazzatura qualunque, ma spazzatura che inquina. E il mondo è già pieno di discariche simili. Invece: «Vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Contemplo:

Il culto del Cuore di Cristo, sede universale della comunione con Dio Padre e sede dello Spirito santo, tende a rafforzare i nostri legami
con la Santa Trinità. Nel Cuore di Cristo è viva l’azione dello Spirito santo, a cui Gesù ha attribuito l’ispirazione della sua missione e di cui aveva promesso l’invio, nell’Ultima Cena. E lo Spirito che aiuta a cogliere la ricchezza del segno del costato di Cristo, dal quale è scaturita la Chiesa. Questa, infatti, è nata dal Cuore aperto del Redentore e da quel Cuore riceve alimento, giacché Cristo ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua, accompagnato dalla Parola.
Per mezzo poi dello Spirito santo, l’amore che pervade il Cuore di Gesù si diffonde nel cuore degli uomini e li muove all’adorazione delle sue imperscrutabili ricchezze e alla supplica filiale e fidente verso il Padre attraverso il Risorto, sempre vivo per intercedere per noi. Di fronte al compito della nuova evangelizzazione, il cristiano che, guardando al Cuore di Cristo, Signore del tempo e della storia, a lui si consacra e insieme consacra i propri fratelli, si riscopre portatore della sua luce.

   

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