Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Mercoledì 06 settembre

Il Vangelo di oggi: Lc 4, 38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.
Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Contemplo:

Solo assieme si può, lo sappiamo. Quante volte ci siamo spaventati, davanti a un progetto che pareva impossibile da realizzare…
E poi qualcuno ci ha allungato una mano, assieme abbiamo costruito cose grandi. Così abbiamo imparato – ci è costato, però – che non esisteremmo gli uni senza gli altri, e che in noi c’è l’infinito e l’abisso, proprio come ogni altro uomo o donna che incontriamo.
Abbiamo imparato che non possiamo tirarci fuori, gettare colpe addosso a chi non si può nascondere, o proclamarci migliori, diversi. Camminiamo nella stessa direzione, a volte inciampando, ferendoci. Ma essere Chiesa è andare assieme, essere assieme, per cercare il cammino e aiutarsi quando si cade.

Commento al Vangelo di oggi:

La narrazione ci presenta tre momenti della missione di Gesù a Cafàrnao.
Dopo la gua­ rigione della suocera di Pietro, la folla conduce a Gesù molti malati e indemoniati; il terzo momento si colloca il mattino dopo, quando la gente raggiunge Gesù in un luogo solitario per trattenerlo dall’andare altrove.
È interessante soffermarsi su due espressioni del miracolo della guarigione della suocera di Pietro: «Subito si alzò» e «li serviva».
La guarigione operata da Gesù vuole suscitare come risposta non la meraviglia, ma la fede. I miracoli non sono mai fini a sé stessi, ma sono segni di misericordia e di salvezza volti a provocare la fede. Con la guarigione, Gesù fa rinascere la persona e la rende disponibile al servizio, come avviene alla suocera di Pietro.
Prendersi cura dei malati è ancora oggi la missione della Chiesa e di ciascuno di noi: siamo chiamati a portare la luce di Cristo e della sua Parola a coloro che soffrono.
Gesù ci chiede di collaborare, di essere le sue mani per aiutarlo a salvare, curare e guarire tanti che sono ammalati nel corpo e nello spirito. Solo riconoscendo in loro il volto del Figlio possiamo accudirli con quell’amore e quella tenerezza che il Signore ci chiede.

   

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