Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Mercoledì 17 gennaio

Vangelo di Marco 3, 1-6

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati, vieni qui in mezzo!».
Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Parola del Signore

Commento

La mano serve per prendere. Ma si può prendere in due modi: col pugno chiuso, dicendo «è mio!», o con la mano aperta ricevendo in dono. La stessa mano può uccidere o accarezzare, schiacciare o far vivere, distruggere o plasmare. Fin dall’inizio abbiamo usato la nostra mano per rapire, per possedere. Peccato di origine. Questa mano è quella che deve risorgere, che deve essere stesa. Questa mano chiusa nel possesso è quella che. deve essere riaperta al dono.
La vera guarigione dell’uomo consiste nel recupero della capacità di stendere la mano, cioè di amare, poiché la sua malattia mortale è l’incapacità di donarsi. Nell’incontro con Gesù siamo finalmente guariti dal male di non riuscire a fare il bene. Gesù apre la nostra mano. La sua invece rimarrà inchiodata: proprio così ci darà la libertà.

   

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