Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Mercoledì 21 febbraio

Vangelo di Luca 11, 29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona.
Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone.
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Gíona».

Contemplo:

Credere in Gesù è ascoltare la sua parola che ci rivela il suo amore infinito per noi peccatori. Essere credenti significa essere sicuri che l’amore esiste e che ha il volto della misericordia.
Credere in Gesù vuoi dire aderire al suo amore assolutamente gratuito verso i poveri che noi siamo. Seguire Gesù è consegnarsi interamente alla sua misericordia e confidare unicamente nella sua misericordia. Amare Gesù è semplice.
Per giungere a questo dobbiamo innanzitutto credere che egli ci ama in verità, così come siamo oggi. In quest’atto di fede ci è possibile far sgorgare la lode dal nostro cuore e così riposarci in questo amore infinito.
La lode, al pari dell’azione di grazie e dell’adorazione, apre il nostro cuore al dono che Dio ci fa del suo amore misericordioso.

Fa’, o Signore, che il tuo Spirito informi e trasformi la nostra vita, e ci dia il gaudio della fratellanza sincera, la virtù del generoso servizio, l’ansia dell’apostolato. Fa’, o Signore, che sempre più ardente e operoso diventi il nostro amore verso tutti i fratelli in Cristo per collaborare sempre più intensamente con loro nell’edificazione del Regno di Dio. Fa’ ancora, o Signore, che sappiamo meglio unire i nostri sforzi con tutti gli uomini di buona volontà, per realizzare pienamente il bene dell’umanità nella verità, nella libertà, nella giustizia e nell’amore. Per te noi così ti preghiamo, o Cristo, che col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, nei secoli eterni. Amen. (San Paolo VI)

Commento al Vangelo di oggi:

Il contrario della fede risiede nell’avere solo certezze, e il confine tra le due condizioni sta nella ricerca dei segni. Se non ci decidiamo per un sincero atto di fede, il miracolo più eclatante sarà sempre giustificato in maniera razionale. Quando diciamo ad una persona: «mi fido di te», lo facciamo realmente o continuiamo a controllare quello che fa? Allo stesso modo accade con il Signore. A noi non è chiesto di arrenderci all’evidenza, ma di credere e di essere testimoni di una salvezza che abbiamo già ricevuto. Il segno più grande è generare alla fede! San Francesco dice: «Siamo madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo attraverso l’amore e la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo ope ­rare, che deve risplendere in esempio per gli al­tri».

   

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