Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Sabato 15 Giugno

Vangelo di Matteo 5, 33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».

Commento al Vangelo di oggi:

L’ipocrita è una persona che finge, lusinga e trae in inganno perché vive con una maschera sul volto, e non ha il coraggio di confrontarsi con la verità. Per questo, non è capace di amare veramente […] si limita a vivere di egoismo e non ha la forza di mostrare con trasparenza il suo cuore. Ci sono molte situazioni in cui si può verificare l’ipocrisia. Spesso si nasconde nel luogo di lavoro, dove si cerca di apparire amici con i colleghi mentre la competizione porta a colpirli alle spalle. Nella politica non è inusuale trovare ipocriti che vivono uno sdoppiamento tra il pubblico e il privato.
È particolarmente detestabile l’ipocrisia nella Chiesa, e purtroppo esiste l’ipocrisia nella Chiesa, e ci sono tanti cristiani e tanti ministri ipocriti. Non dovremmo mai dimenticare le parole del Signore: “Sia il vostro parlare sì sì, no no, il di più viene dal maligno” (Mt 5,37). […] Non abbiamo paura di essere veritieri, di dire la verità, di sentire la verità, di conformarci alla verità. Così potremo amare.
Un ipocrita non sa amare. Agire altrimenti dalla verità significa mettere a repentaglio l’unità nella Chiesa, quella per la quale il Signore stesso ha pregato.

Contemplo:

Il Cuore di Gesù è la nostra «arca di Noè». L’immagine dell’arca per il Cuore di Gesù non è mia, è di un certosino che scrive: «Gesù volle far aprire il suo Cuore e lasciarlo sempre aperto, affinché noi tutti potessimo, attraverso questa larga porta, arrivare al suo Cuore, per trovarvi un sicuro rifugio nei pericoli e nelle tentazioni.
Similmente tutti coloro che dovevano sfuggire al diluvio, trovarono la loro salvezza entrando nell’arca, attraverso l’apertura che Noè fece su uno dei lati dell’arca».
Oggi nella società domina il «si salvi chi può» e possiamo rischiare di trasferirlo nella nostra vita spirituale, se non chiediamo al Signore un cuore, come il suo, aperto al mondo. Se non ci è possibile dare a tutti quello che abbiamo, ci abiti almeno il desiderio che tutti lo possano avere; non ci sia in noi possibilità di allegrezza piena che in questa prospettiva e nella supplica costante per ogni cosa (nutrimento, casa, lavoro, amicizia, sostegno spirituale…) qui sulla terra e per la vita eterna nell’arca di salvezza dei cieli, che tutti ci conterrà. Il Cuore di Gesù, sofferente perché gli uomini non lo accolgono, dona grazia e consolazione per restargli fedele e «gridare» ancora che Dio è fedele e ama gli uomini e che tutto sarà trasfigurato.

   

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