Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Sabato 18 Maggio

Vangelo di Giovanni 21, 20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?».
Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi».
Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Commento al Vangelo di oggi:

La parola finale dei vangeli pasquali prima del sigillo e del compimento della Pentecoste è un invito pressante alla sequela. Un invito che chiede di lasciare da parte valutazioni, considerazioni e preoccupazioni varie, anche buone, per riuscire a fissare lo sguardo solamente su Gesù.
Nel dialogo con Pietro, Gesù gli lascia intendere che quanto gli sta domandando sul destino del discepolo amato non è senza risposta; ma non è quella risposta che deve stare a cuore a Pietro. Non è questo il fondamento della sua sequela, ma piuttosto l’affidarsi a Gesù senza se e senza ma.
Mettiamo la nostra mano nella mano di Gesù: egli sa dove ci sta portando e non lascerà nessuno indietro.

Contemplo:

Il carattere unico e speciale della presenza della Vergine sul Calvario e la sua perfetta unione con il figlio nella sofferenza della croce, sembrano postulare una sua particolarissima partecipazione al mistero della risurrezione […]
Essendo immagine e modello della Chiesa, che attende il Risorto e che nel gruppo dei discepoli lo incontrò durante le apparizioni pasquali, sembra ragionevole pensare che Maria abbia avuto un contatto personale col figlio risorto, per godere anche lei della pienezza della gioia pasquale.
Presente sul Calvario durante il Venerdì santo e nel Cenacolo a Pentecoste, la Vergine santissima è probabilmente stata testimone privilegiata anche della risurrezione di Cristo, completando in tal modo la sua partecipazione a tutti i momenti essenziali del mistero pasquale. Accogliendo Gesù risorto, Maria è inoltre segno e anticipazione dell’umanità, quell’umanità che spera nel raggiungimento della sua piena realizzazione mediante la risurrezione dai morti.
Nel tempo pasquale la comunità cristiana, rivolgendosi alla madre del Signore, la invita a gioire: «Regina coeli, laetare. Alleluia!» ‘Regina del cielo, rallegrati.Alleluia!’. Ricorda così la gioia di Maria per la risurrezione di Gesù, prolungando nel tempo il “rallegrati” rivoltole dall’angelo nell’annunciazione, perché divenisse “causa di gioia” per l’intera umanità.

   

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