Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Sabato 20 gennaio

Vangelo di Marco 3, 20-21

Ti ringrazio, o Dio, per tutti coloro che mi hai donato come amici e dei quali mi hai donato di essere amico: uomini e donne che con la loro presenza fedele mi hanno fatto conoscere qualcosa di me; e qualcosa di te.
Ti ringrazio per la gioia che hanno dato ai miei giorni e anche per il dolore che insieme abbiamo portato. Con loro ho imparato che tutto quello che condivido risulta moltiplicato e che `dare’ senza aspettarsi il contraccambio si trasforma in un `ricevere’ traboccante. Ti ringrazio per ogni amico, ciascuno con il suo modo particolare di essere luce di amore e di speranza nella mia storia. E vorrei pregarti per chi non ha conosciuto l’amicizia, o non riesce più a fidarsi dopo l’esperienza dell’amicizia tradita. A ogni amico ferito fatti riconoscere — sempre — quale tu sei: l’Amico. Fa’ risuonare nel cuore di tutti, Gesù, quella parola che dicesti un giorno ai discepoli: «Vi ho chiamati amici».

Parola del Signore

Commento

Vediamo i parenti di Gesù, il clan familiare che reagisce davanti alla novità portata da Cristo ed interviene con la convinzione che Egli sia un esaltato, un fuori di sé. Questo comportamento della famiglia ritorna spesso, quando nella storia si affaccia un grande Santo: è sufficiente ricordare Francesco d’Assisi, che soffrì una vera persecuzione da parte del padre, che non riusciva a capire la grandezza delle scelte fatte dal figlio!
Immaginate cosa dovettero provare i parenti di Gesù, quando Egli cominciò a parlare proponendo un messaggio mai udito, un annuncio che feriva la durezza dei cuori e le comodità di una religione aggiustata a misura della cattiveria umana. Anche oggi, davanti al Vangelo, è tanto facile ricadere in questo atteggiamento prevenuto: anche noi potremmo essere tra coloro che si difendono da Cristo e vogliono «riportarlo alla ragione»; anche noi potremmo avere l’ardire di aggiustare il Vangelo, affinché non ferisca più nessuno e non sia più “sale” che brucia, ma soltanto miele che diletta il palato. Che non sia così!

   

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