Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Sabato 23 marzo

Vangelo di Giovanni 11, 45-56

Uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

Contemplo:

Fratelli, dobbiamo essere convinti che Gesù Cristo è Dio ed è giudice dei vivi e dei morti; solo così non apprezzeremo troppo poco la nostra salvezza.
Noi pecchiamo, se non teniamo presente chi ci chiamò, da dove e per quale destino ci chiamò, e anche se non teniamo presenti i dolori che Gesù Cristo volle soffrire per noi.
Che cosa gli daremo in compenso? Quale frutto gli restituiremo, degno di quanto ci elargì? Di quanti benefici gli siamo debitori! Egli ci donò la luce; come padre ci chiamò figlioli, e ci trasse in salvo mentre stavamo per perire.
Eravamo ciechi nella nostra mente, adoravamo la pietra, il legno, l’oro… Tutta la nostra vita non era altro che morte. Eravamo immersi nell’oscurità.
Ma egli fu pietoso con noi e ci salvò; ebbe misericordia, vedendo tutte le nostre colpe e la rovina in cui giacevamo senza speranza di altra salvezza che non fosse la sua. Ci chiamò quando ancora non esistevamo, e volle che noi avessimo l’essere dal nulla […].
Pentiamoci, dunque, di tutto cuore, cosicché nessuno di noi vada perduto. Aiutiamoci a vicenda nell’impegno di condurre al bene i deboli, e così, correggendoci e ravvedendoci, potremo tutti raggiungere la salvezza.
Cerchiamo di riunirci tutti insieme, e così, tutti uniti dagli stessi sentimenti, potremo anche essere uniti per la vita[…]. A Dio unico e invisibile, Padre della verità, che ci inviò il Salvatore e principio della nostra incorruttibilità, e che per mezzo suo ci manifesta la verità e la vita celeste, a Lui gloria nei secoli dei secoli.

Commento al Vangelo di oggi:

Nella profezia di Caifa, da lui proclamata per avvalorare il suo piano di cattura ed uccisione di Gesù, l’evangelista Giovanni nasconde con sottile ironia la verità su Cristo.
Gesù, infatti, è «l’unico pastore per tutti» di cui ci parla Ezechiele, mandato a radunare le pecore disperse del gregge di Israele e portare al Padre tutte le genti, inaugurando il regno dei cieli.
Così, dal fianco di Cristo squarciato sulla croce, nasce la Chiesa, chiamata a custodire e a far crescere la famiglia dei figli di Dio.
Ciascuno di noi ne è membro attivo e chiamato a fare la sua parte. Come? Quando una madre si china sul proprio figlio, in ogni gesto di cura verso i malati e gli ultimi, nel nostro lavoro svolto con onestà, il regno di Dio si mostra in tutta la sua potente umiltà.

   

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