Vangelo di oggi

IL VANGELO DEL GIORNO – venerdì 16 GIUGNO

Mt 11,25-30 Io sono mite e umile di cuore.

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

Contemplo

“La mia vita, Signore canti la tua gloria”. Ti ringrazio, Dio Padre buono, per la parola di Gesù che cambia le infelicità della vita nella beatitudine di chi è scelto come servo e può invocare il tuo nome. Ti benedico, Signore Gesù, per la tua risurrezione, con la quale hai vinto anche la mia morte e prepari ogni giorno la mia risurrezione. Ti offro, Spirito Santo di Dio, come sacrificio di lode, occhi e mani, perché tu con la tua potenza straordinaria mi preservi da ogni scandalo inferto o subito e purifichi ogni singola mia umana sensibilità.

Commento al Vangelo di oggi

Dio si è legato a noi, ci ha scelti, e questo legame è per sempre, non tanto perché noi simo fedeli, ma perché il Signore è fedele e sopporta le nostre infedeltà, le nostre lentezze, le nostre cadute. Dio non ha paura di legarsi. Questo ci può sembrare strano: noi a volte chiamiamo Dio “l’Assoluto”, che significa letteralmente “sciolto, indipendente, illimitato”; ma in realtà il nostro Padre è “assoluto” sempre e soltanto nell’amore; per amore stringe alleanza con Abramo, con Isacco, con Giacobbe e così via. Ama i legami, crea i legami; legami che liberano, non costringono [….] Oggi in particolare la fedeltà è un valore in crisi perché siamo indotti a cercare sempre il cambiamento, una presunta novità, negoziando le radici della nostra esistenza, della nostra fede. Senza fedeltà alle sue radici, però, una società non va avanti: può fare grandi progressi tecnici, ma non un progresso integrale, di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. L’amore fedele di Dio per il suo popolo si è manifestato e realizzato pienamente in Gesù Cristo, il quale, per onorare il legame di Dio con il suo popolo, si è fatto nostro schiavo, si è spogliato della sua gloria e ha assunto la forma di servo. [….] Così si è definito Lui stesso: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29) E il senso della festa del Sacro Cuore di Gesù è quello di scoprire sempre più e di farci avvolgere dalla fedeltà umile e dalla mitezza dell’amore di Cristo, rivelazione della misericordia del Padre.

 

   

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