Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Venerdì 29 marzo

Vangelo di Giovanni 18, 1-19, 42

[…]
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete ». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. […]
Era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Commento al Vangelo di oggi:

Tutto si compie in questo giorno. Il disegno di amore del Padre trova il suo compimento nel Figlio consegnato alla morte sul patibolo. Gesù è l’obbediente e lo cogliamo dal suo atteggiamento sulla croce: è nudo, versa il suo sangue, consegna lo spirito, non trattiene nulla per sé, ma tutto dona a noi.
Le sue braccia spalancate sono il segno dell’abbandono alla volontà del Padre, sono l’accoglienza della radicalità dell’amore, che richiama sempre il dolore: non c’è amore vero senza esporsi ai morsi della sofferenza.
La croce che si staglia sul Calvario da strumento di morte diviene simbolo di rinascita: è il seme che, accettando di morire, porta molto frutto. È il poco lievito che, nascosto nella massa di farina, tutto fa fermentare. In questo tramonto, già splendono le luci della Pasqua.

Contemplo:

Signore, la croce è troppo pesante per te e tuttavia tu la porti perché il Padre lo vuole, per noi.
Il suo carico è superiore alle tue forze e tuttavia tu non la rifiuti. Cadi, ti rialzi e prosegui ancora. Insegnami a capire che ogni vera sofferenza presto o tardi, in un modo o nell’altro risulterà alla fine troppo pesante per le nostre spalle, perché non siamo creati per il dolore, ma per la felicità.
Ogni croce sembrerà superiore alle forze.
Sempre si udrà il grido stanco e pieno di paura: “Non ne posso più!”.
Signore, aiutami in quell’ora con la forza della tua pazienza e del tuo amore affinché non mi perda d’animo. Tu sai quanto grande può essere il peso di una croce.
Non ci imputare il diventar deboli, ma aiutaci a rialzarci.
Rinnovami nella pazienza, infondimi la tua forza nell’anima.
Allora mi rialzerò di nuovo, accetterò il mio peso e andrò oltre.

   

il Podcast di don Luciano