La Croce, ovvero il mistero di un amore estremo

croce sant apollinare

Nulla di più commovente della semplicità di una croce.

Il luogo del sacrificio supremo, quello di Cristo, può essere disegnato da qualsiasi bambino, da qualsiasi analfabeta, o ancora dalla povera Giovanna d’Arco, costretta a firmare contro la sua volontà. Semplicità estrema per dire il mistero dell’Amore estremo.
Difficile dire in poche parole quello che è la Croce di Cristo per un cristiano. La Croce è certamente un momento supremo. Nulla di più grande al mondo di Gesù Cristo. Nulla di più grande in Gesù Cristo del suo sacrificio. Nulla di più grande nel suo sacrificio del suo ultimo respiro.
Ma quel sospiro è un soffio. Invece di dire: Egli rese lo Spirito, diciamo piuttosto e più esattamente: Egli donò lo Spirito. Questo Spirito vivifica la Chiesa e rigenera il mondo.
Ma allora, la Croce? Per capirla, andate a Ravenna, guardate il mosaico di Sant’Apollinare in Classe, restateci qualche minuto, forse ore…
Voi vedrete una Croce non figurativa, cioè fatta di oro e scintillante di pietre preziose.
Attorno ad essa, uno sfondo blu seminato di stelle; in basso queste parole in lettere dorate: “Salus mundi”, Salvezza del mondo. E misticamente, perciò realmente, avete capito qualcosa di essenziale. La Croce non è dolorista. La Croce è passaggio, come qualcosa che fende il firmamento per lasciare che, con l’offerta di Cristo, vi si inabissi la nostra umanità tutta intera, giunta al termine del suo pellegrinaggio.

La Croce è porta del cielo, quando la Croce lacera l’umanità, lo fa per aprirla sulla luce del Risorto.

briciole di vangelo

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