La prova d’amore di questo Dio

portare la croce

Il calvario di Gesù arriva al culmine, al gesto estremo di donare la propria vita per la nostra redenzione. La morte è sempre difficile da comprendere e da accettare. In primis per Gesù stesso. Lui che era (ed è) Verbo, che con una parola avrebbe potuto spazzare via tutta la sua sofferenza.
Lui che anche in punto di morte viene tentato ad abbandonare quella croce. E perché no? Non sarebbe comunque stato un gesto sovrannaturale quello di scendere dalla croce? Chi se non Dio avrebbe potuto scendere dalla croce? Forse i suoi seguaci non avrebbero comunque riconosciuto il miracolo? Ma Dio non ama le scorciatoie. La morte era necessaria per accogliere i nostri peccati.
Senza la morte il Dio incarnato non avrebbe sperimentato fino in fondo la condizione umana. Per questo Gesù doveva morire. E tuttavia, Dio chiede ad un uomo vero, Gesù, di sopportare tutte quelle umiliazioni e quelle sofferenze. Qualcuno potrebbe obiettare: ma tanto poi sarebbe risorto.
Però non spettava a Lui decidere, ma al Padre. E Lui, da figlio buono, si è fidato del Padre. Abbandono totale alla volontà del Padre. Una prova difficile anche per il Figlio dell’Uomo.
Un conto è pregare il Padre perché ascolti le preghiere e le sofferenze degli altri: ciechi, storpi, malati. Un conto è pregare il Padre nella propria sofferenza e restare fedeli: sia fatto secondo la tua volontà. Che prova di amore ci ha dato questo Dio!

briciole di vangelo

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